L’11 aprile 2025 Fondazione Cottino ha organizzato la Impactwise Conference 2025, un’occasione per presentare il libro multimediale “Il Maestro silenzioso” sulla vita e i valori dell’Ing. Giovanni Cottino e per dare luogo – nel solco dell’edizione 2020 – a un dibattito rivolto a giovani, imprenditori, mondo della filantropia e della ricerca accademica.
L’evento ha visto la partecipazione di relatori nazionali e internazionali la cui esperienza è stata fondamentale per restituire alle nuove generazioni il significato profondo del fare impresa in ottica di impatto e sostenibilità, in risposta alle sfide del presente.
Una sala composta da 400 persone, tra cui molti giovani, destinatari principali di un dibattito che ha dato forma, grazie alla qualità degli speaker coinvolti, a un messaggio filantropico estremamente attuale: nello scenario mainstream odierno, fare impresa e filantropia significa essere sostenibili, poiché fare bene impresa è di per sé un atto filantropico e la filantropia è connaturata a un certo modo di fare impresa.
La conference, nata dalla volontà di generare un momento di confronto e dialogo sull’intersezione tra impresa, filantropia e mercato di fronte alle sfide contemporanee della nostra società, è stata l’occasione per presentare, a tre anni dalla scomparsa dell’ingegnere, la biografia “Il Maestro silenzioso”, in cui Francesco Antonioli ripercorre la vita e le idee che hanno sempre caratterizzato il suo agire imprenditoriale e filantropico.
La figura di Giovanni Cottino, ritratta vividamente dalle parole di chi lo ha conosciuto nel corto d’autore che accompagna il libro, è stata l’apertura e l’ispirazione per l’intero svolgersi dell’evento.
Nicola Saldutti, Caporedattore Desk Economia Corriere della Sera, ha intervistato Cristina Di Bari, Presidente Fondazione Cottino, Angelo Miglietta, Consigliere Fondazione Cottino e Professore Management and Entrepreneurship Università IULM e Francesco Antonioli, Giornalista e Autore del libro “Il Maestro Silenzioso”, riflettendo sull’importanza della cultura d’impresa come leva strategica per “fare bene il Bene”.
Di grande ispirazione sono state in seguito le riflessioni di Deirdre McCloskey, Professoressa Emerita dell’Università dell’Illinois, Chicago, sul concetto di “humanomics” come alternativa all’economia neoclassica tradizionale, capace di mettere al centro l’essere umano nella sua interezza morale, culturale, linguistica ed emozionale.
A chiudere l’evento un confronto guidato attraverso la testimonianza diretta e la condivisione di esempi distintivi di approccio valoriale portati dalla partecipazione di Anna Maria Poggi, Presidente Fondazione CRT, Alberto Mingardi, Direttore generale Istituto Bruno Leoni, Guido Giubergia, Presidente Banca Ersel, Guido Saracco, Curatore della Biennale Tecnologia, già Rettore del Politecnico di Torino, Alberto Marchetti, Fondatore, Imprenditore del Gusto.
Una conference il cui contenuto valoriale, teorico ed esperienziale sarà di grande ispirazione per l’agire della Fondazione, poiché mantiene e incarna il senso di responsabilità e di restituzione che rappresentano le sue origini e invita a immaginare l’agire futuro con trasparenza, visione e metodo








