La pubblicazione de “Il Maestro Silenzioso” ha segnato l’inizio di un percorso volto a condividere l’eredità dell’Ing. Giovanni Cottino, che compie oggi un altro passo significativo: il volume è stato selezionato tra i finalisti del Premio Letteratura d’Impresa 2026, un riconoscimento che trasforma la narrazione aziendale in autentico valore culturale per il Paese.
Il premio, promosso dal Festival delle Città Impresa, valorizza le opere capaci di raccontare l’intreccio tra spirito imprenditoriale e crescita sociale. Per la Fondazione, questo traguardo conferma come il messaggio di Giovanni Cottino – un “ingegnere diventato filantropo” – sia più che mai attuale e necessario per definire una cultura d’impresa fondata su etica e responsabilità.
Questo risultato è stato possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di chi ha dato forma al progetto. Un ringraziamento va all’editore Guerini Next, che ha sostenuto l’opera con grande attenzione e qualità, e a Francesco Antonioli, che con la sua scrittura sensibile ha saputo restituire con profondità il profilo umano e la visione di filantropia illuminata dell’Ingegnere. È grazie a questo impegno congiunto che il racconto di una vita è diventato un’opera capace di parlare a un pubblico nazionale.
Verso la finale di Bergamo e il ritorno a Torino
Dopo la tappa di Treviso, il libro entra ora nella fase finale del premio a Bergamo, dove sarà valutato da una Giuria dei Lettori composta da 200 rappresentanti del mondo economico, accademico e della società civile.
In parallelo a questo percorso nazionale, il libro ha continuato a incontrare la sua comunità.
Il racconto e l’eredità dell’ing. Cottino al Circolo dei Lettori
Giovedì 11 giugno 2026, la sala del Circolo dei Lettori di Torino ha ospitato la presentazione de “Il Maestro Silenzioso” in un dialogo che ha visto protagonisti l’autore Francesco Antonioli, l’economista Angelo Miglietta e la Presidentessa di Fondazione Cottino, Cristina Di Bari. Attraverso testimonianze, ricordi e l’inquadramento storico dagli anni Settanta a oggi, l’incontro ha ricostruito il percorso umano e professionale dell’Ingegner Cottino, restituendo la dimensione di un uomo capace di coniugare visione imprenditoriale, legami profondi e un’intuitiva filantropia strategica al servizio del territorio.
Dall’evento è emersa con forza l’attualità del messaggio del Fondatore: un esempio di azione improntato al “fare bene il Bene”, in cui l’agire silenzioso, il rispetto dei principi morali e la responsabilità civile diventano guida per il futuro dell’impresa. Un momento di partecipazione che ha celebrato la trasformazione di una memoria privata in un patrimonio di ispirazione per la cittadinanza e per le nuove generazioni.







